Chi Siamo - MAMA ONLUS

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Chi Siamo

MAMA onlus

                   è il frutto di un’ esperienza di volontariato che la dottoressa Ersilia Fiscarelli (Presidente della ONLUS) ha maturato, insieme ad altri medici, in Tanzania, uno dei Paesi più poveri dell’Africa.
La Tanzania è anche uno dei Paesi con maggiore incidenza di AIDS, una malattia endemica che colpisce soprattutto giovani adulti e che può essere trasmessa dalla madre al feto. Si stimano oltre due milioni e mezzo di affetti su 36 milioni di abitanti.
In assenza di specifiche terapie, che sono molto costose, il decorso della malattia è particolarmente rapido, per cui il numero di giovani coppie che continua a morire è alto e altrettanto numeroso è quello degli orfani sieropositivi.

UN VILLAGGIO CHIAMATO SPERANZA

A Dodoma, nuova capitale della Tanzania, nel Villaggio della Speranza (in Kiswahili “Kijiji cha Matumaini”) 2 missionari accolgono e curano, con il prezioso aiuto di volontari, alcuni di questi bambini, circa 170.
I bambini, già sieropositivi, giungono al Villaggio spesso in condizioni molto gravi, malnutriti, ammalati di malaria e/o di tubercolosi. Le cure mediche, l’alimentazione adeguata, l’affetto… determinano miglioramenti clinici incredibili, quasi miracolosi.


PROGETTO “MATERNITA’ PROTETTA”

Si rivolge alle donne sieropositive in gravidanza, con l’obiettivo di far nascere BAMBINI SANI.
Come è sostenuto da numerosi studi, la somministrazione di farmaci specifici nell’ultimo trimestre di gravidanza e subito dopo il parto e l’allattamento artificiale (il latte materno è un importante veicolo per il contagio) riducono sensibilmente la trasmissione del virus HIV dalla madre al figlio.
In breve, il progetto prevede:

  • prima del parto, l’accoglienza delle donne in gravidanza nel Villaggio in 2 casette affinché possano essere curate, nutrite adeguatamente e sostenute psicologicamente;

  • dopo il parto, l’educazione delle neo-mamme all’allattamento artificiale e il sostegno economico alle famiglie.


In un contesto con così tanti bisogni, il Villaggio della Speranza è ben presto diventato un centro socio-sanitario di riferimento anche per gli adulti ammalati di AIDS.
Per rispondere in maniera il più possibile completa alle esigenze di questa gente, si è pensato al Progetto “Maternità Protetta”.
E’ questo un momento di estrema delicatezza perché coinvolge la madre dal punto di vista:

  • affettivo, per il rapporto che si instaura tra madre e figlio durante l’allattamento al seno;

  • sanitario, perché il latte materno, più di ogni altro latte, è portatore di sostanze che rafforzano il bambino;

  • sociale, perché da sempre la donna ha allattato il proprio figlio e se non lo fa viene additata, addirittura emarginata;

  • economico, perché il latte vaccino o il latte in polvere hanno un prezzo proibitivo in una economia di sussistenza basata sui magri prodotti di una terra arida.


Ersilia Fiscarelli insieme ad Anna Maria Rita D'Ascenzi, Amalia Donati, Piera Fernanda Fiscarelli, Rita Pomposini e Antonella Turchi ha fondato un'associazione MAMA onlus per aiutare donne africane.

Si rivolge alle donne sieropositive in gravidanza, con l’obiettivo di far nascere bambini non contagiati dal virus HIV e perchè le donne possano essere curate, nutrite adeguatamente, sostenute psicologicamente ed avere dopo il parto un sostegno economico per il latte artificiale.

 

La dott.ssa Ersilia Fiscarelli
(clicca sulla foto e guarda il video)

Spesso mi si chiede del Villaggio della Speranza. Le domande ricorrenti sono: “Com’è? Come sono i bambini? E’ una bella esperienza, vero?”….

Confesso che spesso mi è difficile rispondere. Una esperienza di volontariato può avere diversi livelli di lettura, uno che possiamo definire  pubblico, le cose fatte e i risultati ottenuti, e un altro privato, che appartiene al singolo: le emozioni, i sorrisi e i gesti dati e ricevuti, quel  patrimonio umano che al ritorno ti fa sentire straordinariamente diverso e arricchito.
Nell’ambito della Missione sostenuta dal mio Ospedale, sono stata nel Villaggio della Speranza sette volte, l’ultima circa un mese fa e se dovessi sintetizzare in una unica immagine l’esperienza di tutti questi anni direi: gli occhi dei bambini che ho conosciuto.
Ricordo gli occhi grandissimi, immensi, nel visetto  ossuto di Consolatha, una bambina di 14 anni, 17 Kg, quasi divorata dal virus HIV e dalla tubercolosi, accolta nel dispensario del Villaggio. Dopo circa un mese di cure mediche, nutrizione adeguata e attenzioni umane, Consolatha  aveva  recuperato 2 kg di peso, di cui era orgogliosissima.
Rammento gli occhi disperati e umidi di Isack, portato al Villaggio dal papà dopo la morte della mamma per AIDS. Isack aveva circa 2 anni; privato improvvisamente del contatto fisico con la sua mamma, il bimbo aveva reagito rifiutando il cibo per diversi giorni. Solo attraverso una “terapia” di abbracci, carezze e coccole è stato possibile convincerlo a non lasciarsi morire di fame e a nutrirsi.
Ricordo anche gli occhi fissi e attoniti di una mamma accanto al lettino del suo bambino, curato secondo i principi della medicina tradizionale (stregone!), portato al Villaggio troppo tardi perché si potesse salvargli la vita. Occhi rassegnati mentre portava via il cadaverino della sua creatura avvolto nel kanga.
Ma ricordo anche gli occhi ridenti e birichini dei bimbi che giocano e si rincorrono nel giardino del Villaggio, gioiosi e spensierati come dovrebbe essere per tutti i bambini del mondo, e gli occhi pieni di consapevolezza dei ragazzi più grandi, al contempo speranzosi e timorosi, come è per tutti gli adolescenti del mondo.
In un contesto con così tanti bisogni,  il nostro intervento nel Villaggio della Speranza è solo una goccia in mezzo al mare, ma sono  gli occhi di questa umanità dolente ma anche sorridente a  sostenere e rinnovare il nostro impegno  e a farci dire con forza: l’anno prossimo ritorneremo.
                                                                                                                                       
Ersilia Fiscarelli


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